sabato 7 febbraio 2015
Γνῶθι σεαυτόν
Sarebbe bello.. Abbandonare ogni inutile e fuorviante preconcetto, scardinare ogni raziocinio opprimente e compromettente per quell'agognata libertà, presunta o vera che sia, che sempre uno si pone, e che da sé s'impone come punto ultimo nella lista dei buoni propositi di ognuno, come traguardo finale, come contentino per un'esistenza spesa a sopravvivere a stento, tra risentimenti e false convinzioni. Sarebbe bello.. perforare quei muri di menzogne da noi eretti e in cui ci siamo imprigionati, abbattere quelle barriere invisibili fatte di responsabilità e doveri che non ammettono esitazioni, concepiti come risultati di una necessità invero non necessaria, in virtù della quale ci ritroviamo cuciti a doppio filo, per una vita intera, ad una spregevole disciplina deliberatamente scelta, a seguito di lotte più o meno intense contro il nostro senso di coscienza sempre più represso e relegato infine nell'ombra del proibito, dell'errore fuorviante; e fatalmente e tenacemente autoimposta col solo vantaggio di preservarci dall'osare, dall'ammettere a noi stessi quell'insita codarda inettitudine ch'è in noi... Orridi convincimenti faticosamente meditati, simili - più che a pilastri di verità a cui aggrapparsi per non soccombere a quel caos inoppugnabile che regna fuori e dentro ognuno - ad un collante scadente che ci si illuda possa tenere insieme pezzi d'una fallace copertura, tanto accogliente da ripararci dal monito del cuore che si abbatte burrascoso sulle nostre esistenze, ma altrettanto fragile da disintegrarsi al primo soffio più incisivo d'aria pura.
Sarebbe bello a un tratto risvegliare quella scintilla di vitalità ormai seppellita nei meandri di un sostrato falsamente cerebrale, ridicolizzata e ridotta a mero sintomo di infantilismo inevitabilmente da respingere, ma che un tempo, nel fuoco della nostra ingenua giovinezza, sentivamo -viva e ardente- inebriare ogni nostra facoltà, alimentare in noi la speranza. Perché in realtà non sarebbe altrettanto bello se improvvisamente, fermandosi e voltandosi indietro, ci si senta addosso tutto il peso di una vita così arida, e ci si accorga quanto, in fondo, sarebbe stato meglio inseguire un'illusione. Tentare.
Sarebbe bello perlomeno liberarsi di ogni inibizione, ammettere a se stessi che si è l'unico vero ostacolo che sbarra la via per essere ciò che veramente si è destinati ad essere, avere il coraggio di divenire se stessi.
E sì, sarebbe bello semplicemente essere.
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